venerdì 7 gennaio 2011

Carpe Vitam

Il 2010 e` stato per me un grande anno: migliore del precedente e meno di quello che sta iniziando, ne sono convinta.
Nelle sue battute finali, ho visto concretizzarsi qualcosa che aspettavo e che ha preso la forma di un viaggio improvviso verso una terra da me lontana, la Florida, per seguire un corso di Charlie Fantechi dal titolo che e` tutto un programma: "Life Reload".

Sentivo il bisogno di un'opportunita` per scollegarmi dal quotidiano e poter riflettere meglio sul mio desiderio di cambiamento e su nuovi orizzonti, che con minore poesia chiamo anche obiettivi ;-)

Ma cosa avevo in mente come cambiamento, non era in piena luce...

Esiste quel fenomeno cosi` semplice e complesso nello stesso tempo, che chiamiamo “cambiamento”.
Lo ha vissuto ciascuno di noi, nelle forme più varie, nelle percezioni soggettive, attraverso un grande spettro di sfumature emotive.
L'ho vissuto quando ho elaborato profonde riflessioni con un linguaggio articolato o quando cercavo di rimanere sulla superficie del significato con le parole di tutti i giorni.

Mi consola il fatto che nonostante la “popolarità” del concetto, arrivare a comprendere e definire la natura ed i significati del cambiamento ha rappresentato un’ardua sfida fin dalla notte dei tempi.
Eh si`, perche` la ruota della Storia ha sempre girato intorno a due assi che si incrociano: la paura del nuovo ed il coraggio di esplorarlo.
Ed anche perche` il vero paradosso del cambiamento, sta nel fatto che spesso cerchiamo la consistenza nell’inconsistenza, la solidità nella fluidità, l’identità personale nella mutevolezza delle nostre diverse caratteristiche mentali.

Cosa ho imparato in quei giorni, ascoltando Charlie e Fulvia ed i miei improvvisati compagni di viaggio dalle mille diverse esperienze, sogni e progetti?

Ho imparato che ognuno di noi è chiamato ad essere il timoniere che governa il veliero della sua vita, in un oceano di cambiamenti e di trasformazioni.
Per gestire i cambiamenti in modo soddisfacente, così come del resto per vivere, sono necessarie le passioni.
Le passioni che viviamo – nella vita, negli affetti come nel lavoro – sono i venti che ci conducono nel tranquillo porto della saggezza.

Ho imparato ad iniziare il viaggio con il far chiarezza sui sogni, per avere chiara “la rotta da seguire” (un piano di lavoro intelligente), essere pronti e bravi nel recuperare le “derive” (i momenti di crisi) ed evitare di ritrovarsi “in secca” (come le lunghe fasi di immobilismo prolungato).

Una volta armata la prora, non resta altro che salpare, prendere il largo e godersi il gioco dei colori di albe e tramonti sulla linea infinita dell’orizzonte, la fresca brezza del mare, gli spruzzi delle onde ed il volo degli aironi che cavalcano il vento sullo sfondo di nuvole di porpora e di fuoco…

Che sia un Buon Viaggio!

(... ad Alberto)