domenica 26 settembre 2010

DI AUTOINDUZIONE IN TRASFORMAZIONE

Ciao,

Sono appena ritornata da un corso, continuando cosi` il mio viaggio tra due dei tanti volti della comunicazione ipnotica e che mi ha portato alcune riflessioni in piu` sull’esperienza diretta e personale che ho voluto fare questa estate con l’autoipnosi. 
E mentre ascolto le note dei una musica tranquilla, ripenso alle volte in cui molte persone mi hanno chiesto che differenza c’era tra cio` che stavo raccontando e la meditazione…

Meditare e` una pratica antica, tanto che ne perdiamo traccia dalla notte dei tempi, molto diffusa nelle culture dell’Asia. Ha raggiunto la sua popolarità anche nel mondo d’Occidente perché ti permette di sperimentare sensazioni di pace interiore inconsuete, di rilassamento profondo, di calma.
La meditazione praticata nella cultura dell’Occidente che conosciamo non è vincolata ad una religione in particolare e non ha a che vedere con la pratica dei monaci ascetici: per queste ragioni, una simile pratica non comporta assolutamente un cambiamento profondo delle tue abitudini di vita. 

Io ad esempio l’ho fatto in un modo molto semplice e piacevole.

Quello che cambia veramente è che acquisisci una maggiore vigilanza interiore e una piena consapevolezza nel vivere la tua vita.
Non combatti contro i pensieri della tua mente, ma cerchi solo di ascoltarli meglio, di riconoscerli, di comprenderli e soprattutto di individuere le tue risorse.

Anche molti scienziati ritengono che questa pratica produca degli effetti biologici sul corpo, in particolare sul funzionamento di alcune aree del cervello e del sistema immunitario.

A cosa mi e` servito in primis questo percorso? A cosa puo` servire ad altri?

Una parte consistente per guidare al cambiamento, soprattutto da quando ho iniziato ad avvicinarmi al counseling.

Negli approcci di aiuto alla persona, e tra questi il counseling breve di cui mi occupo, è frequente proporre delle tecniche di rilassamento: sono modi semplici, ma indispensabili per ridurre la risposta emotiva alle sensazioni negative. Il rilassamento, anche se da solo non è sufficiente per risolvere un problema, può aiutare a sentirsi meno tesi, prima solo a livello locale, poi in tutto il corpo e nella mente.
Mettersi nei panni di chi si deve rilassare e trovare le proprie risorse e` un passo sostanziale quando due persone lavorano insieme sui problemi vissuti da chi si trova in una situazione di disagio, cercando di raggiungere il miglioramento del benessere di quest'ultimo (preciso che in questi casi non e` presente una vera e propria patologia, ma un malessere esistenziale, e ciò che si vuole raggiungere è un cambiamento significativo dello stile di pensiero e di comportamento, al fine di migliorare la qualità della vita di una persona).

E modi per stare bene ce ne sono: la cosa piu` complessa e` convincere le persone che possono farlo.

E` da qui che continuo il viaggio…

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